IL SESSAGGIO DEGLI AGAPORNIS ROSEICOLLIS
Testo e foto: Davide Saracco

Gli Agapornidi non presentano segni evidenti di dimorfismo sessuale, e questo rappresenta un problema per la formazione delle coppie da parte dell'allevatore.
Qualcuno sostiene che sia possibile il sessaggio mediante la palpazione delle ossa pubiche, che nelle femmine sembrerebbero più larghe (si possono distinguere nettamente 2 "punte" verso l'esterno) e nei maschi più strette (al limite 1 "punta" sola). Francamente è anni che cerco di sforzarmi a verificare questa tesi, che probabilmente è più che valida per altre specie di psittacidi, ma non mi sento assolutamente di giudicarla valida per gli Agapornidi. In effetti la morfologia dei diversi soggetti appare variabile, e questo metodo di sessaggio non dà alcuna certezza neanche su soggetti adulti, in quanto spesso anche i maschi presentano ossa larghe.
Un metodo certo per sessarli è il sessaggio chirurgico, che tuttavia appare un po' esagerato sui nostri piccoli amici, sia in quanto è un'operazione vera e propria che richiede anestesia totale, sia per il costo stesso dell'operazione, che raramente scende sotto ai 15 euro a soggetto; inoltre sono pochissimi i veterinari in Italia in grado di sessare i pappagalli con cognizione di causa.
Il sessaggio mediante DNA delle penne o del sangue risulta sicuramente meno faticoso per gli animali, ma il suo costo non è inferiore al precedente ed i risultati cui porta non sono attualmente ancora completamente attendibili.
Da questo primo quadro generale sembrerebbe molto difficile identificare i maschi e le femmine degli Agapornidi; nella realtà ciò non è poi così difficile.
Innanzitutto da un'attenta osservazione dei soggetti si possono identificare delle difformità sia fisiche che comportamentali;

  • Le femmine sono generalmente più grosse dei maschi (il che si può valutare solo in un ceppo omogeneo di soggetti oppure tra piccoli di una stessa covata)

  • Le femmine assumono sul posatoio una posizione più "slanciata", mentre i maschi appaiono con la testa più "incassata" nel collo. (si può valutare solo quando i soggetti sono vicini ed in condizione di riposo, non di "pre-allarme" per la nostra presenza)

  • I maschi sono normalmente più tranquilli e meno aggressivi nei confronti dei consimili e  dello stesso allevatore (le femmine beccano di più), hanno la testa più sferica ma piatta sulla sua sommità mentre nelle femmine tutta la testa appare più ovale e slanciata.

Questi fattori sono sempre discutibili, e possono dare buoni risultati di sessaggio solo se si ha un occhio esperto ed allenato ad osservarli.

Se invece si vuole conoscere con certezza il sesso di alcuni soggetti si può giocare "d'astuzia" con i fattori sesso-legati; accoppiando ad esempio un maschio lutino o cinnamon o ancora opale con una femmina che non presenti la mutazione (leggi ancestrale o portatrice di mutazioni recessive non legate al sesso) i piccoli saranno geneticamente sessati fin dalla nascita, in quanto nelle femmine sarà manifesta la mutazione sesso-legata (ovvero saranno lutine, ecc…), i maschi risulteranno solo portatori di tale mutazione (e quindi appariranno come 'ancestrali'). Avere tra i piccoli qualche soggetto dal sesso sicuro è molto comodo al fine di sessare tutti gli altri.
Un'altra carta che facilita l'operazione di sessaggio è il fatto che gli Agapornis tendono fin da giovani a formare delle coppie più o meno stabili e ad isolarsi col partner.
In particolare vi presento le fasi che io opero per sessare i miei animali:

  1. Ho sempre un paio di soggetti di 8-10 mesi non accoppiati di cui conosco con certezza il sesso.

  2. Spesso dispongo di alcuni piccoli dal sesso geneticamente determinato col metodo sopra descritto

  3. Inserisco in una piccola voliera (1 x 1 x h1,5 m.) 1 soggetto "semi adulto" sessato ed altri 4 piccoli (tra cui, se disponibile, un soggetto novello pari sesso con l'adulto), che abbiano almeno 3 mesi (questo perché altrimenti cercherebbero più un genitore che un compagno).

  4. Dopo pochi giorni (generalmente ne sono sufficienti 5-7) il soggetto adulto si sarà scelto un compagno/a di sesso opposto (ammesso che non siano tutti, per un caso sfortunato, del suo stesso sesso!) e avrà formato con questi una coppia, e con questi tenderà ad isolarsi in un angolo della voliera difendendolo dagli altri soggetti.

  5. Tolgo il piccolo scelto dall'adulto (che risulta a questo punto sessato) dalla voliera e ne inserisco un altro.

  6. Procedo con l'osservazione delle coppie che vanno via via formandosi, ed isolo tutti i soggetti di cui ho già identificato il sesso.

  7. Alla fine quasi tutti i soggetti avranno una identità sessuale a me nota, e procederò con la formazione delle coppie in funzione delle caratteristiche genetiche a mio parere più compatibili.


L'operazione descritta è molto semplice, ma richiede un certo tempo sia per spostare i soggetti da una gabbia all'altra sia per osservare attentamente ciò che capita in voliera (a volte bisogna anche togliere alcuni soggetti che, essendo più piccoli o deboli finirebbero per essere beccati in modo serio dai compagni).
Il sessaggio avviene però in modo del tutto naturale, e dà buoni risultati se sommato all'osservazione dei fattori fisici-comportamentali descritti in precedenza.
Diverso è il caso in cui si debba sessare un solo soggetto adulto, di cui non si conosca la identità, per formare una coppia con un altro soggetto anch'esso dal sesso sconosciuto. In tal caso, dopo aver osservato i due soggetti ed essersi fatti un'idea in funzione delle caratteristiche generali più volte menzionate, consiglio di isolare i due soggetti in una gabbia non troppo grande (45 cm. di lunghezza), con una sola mangiatoia posta più in alto rispetto ai posatoi, e osservarne il comportamento; se i due si avvicinano subito (non appena si siano tranquillizzati) e andando a mangiare tollerano la presenza del compagno saranno quasi certamente di sesso opposto, se tendono ad ignorarsi o addirittura cercano di beccarsi alle zampe sarann dello stesso sesso (in particolare due femmine saranno più "rissose" rispetto a due maschi) . Questa semplice operazione consente di identificare subito se si tratta di una coppia o meno, per capire quale è il maschio e quale è la femmina con sicurezza è necessario aspettare un tempo maggiore ed osservare gli altri atteggiamenti caratteristici della specie (il maschio imbecca la femmina,…).
In fin dei conti è sempre sufficiente un po' di tempo e un po' di pazienza per sessare i nostri Agapornis!

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