L'ALIMENTAZIONE DEGLI AGAPORNIS
Testo e foto: Davide Saracco

L'alimentazione nel campo dell'allevamento di qualsiasi specie ornitologica è una carta importante da giocare, in quanto molti dei successi o degli insuccessi nell'allevamento sono ad essa attribuibili. L'alimentazione degli Agapornis deve essere la più bilanciata possibile, condizione necessaria affinché possano condurre una vita regolare ed in buona salute. Va sottolineato però come gli Inseparabili, differentemente da cocorite e canarini, abbiano una "storia" relativamente breve come animali da compagnia, cosicché, a differenza di questi, richiedano un'alimentazione molto più curata e ricca di elementi nutritivi.
Per quanto riguarda il
misto di semi, che in cattività rappresenta spesso la percentuale maggiore degli alimenti assunti dagli Agapornis, va detto che molte ditte producono misti già abbastanza validi, anche se assolutamente non completi.

Misto di semi della ditta Beyers addizionato di girasole bianco, così come viene somministrato nel mio allevamento.
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Bisogna infatti tenere conto che un pappagallo nelle sue varie fasi della vita (sviluppo, muta, riproduzione…) ha bisogno di alimenti con caratteristiche diverse e se nel periodo di riposo sarà sufficiente, oltre che indicato, un misto 'povero', questo andrà arricchito nel periodo riproduttivo.
Nel mio allevamento, dopo anni di prove, utilizzo come base il misto Neophema-Agapornis senza girasole della Beyers (ditta Belga, è un misto facilmente reperibile in negozi specializzati). E' stato da me scelto in quanto oltre ad avere una miscela abbastanza varia di semi è molto pulito, decisamente meno polveroso di altri misti in commercio. A questo misto aggiungo, a seconda della stagione, scagliola (sempre, in grande quantità nel periodo di riposo in cui gli animali tenderebbero ad ingrassare), misto per esotici composto da miglio e panico (sempre nel periodo di riposo e talvolta anche nel periodo riproduttivo) girasole bianco (esclusivamente nel periodo riproduttivo ed in quantità molto limitate). Sull'uso del
girasole si fa un gran parlare, è certo che quello nero è dannoso per gli inseparabili a livello intestinale e quindi va assolutamente evitato, quello striato pare interferisca con il colore del piumaggio e lo renda meno uniforme, quello bianco, che nutrizionalmente sarebbe il più indicato, appare spesso attaccato sul suo guscio da micosi. Qualche allevatore lo ha perciò completamente abolito in allevamento, sia per i fattori suddetti, sia perché generalmente molto polveroso, sia perché essendo un seme molto grasso (molto oleoso), è di facile irrancidimento e quindi di difficile conservazione. Personalmente ho provato a non somministrare il girasole per un'intera stagione: i risultati non sono stati però ottimali. Attualmente sto provando a sostituire quasi tutto il girasole bianco (aggiunto nella quantità di 3-4 hg/25 Kg di misto)con il Cardi (o Cartamo).
Oltre al misto di semi (che, ricordiamoci, allo stato naturale non arriva al 50% dell'intera alimentazione) è buona norma somministrare, anch'esso con valori nutritivi diversi a seconda del periodo dell'anno, del buon
pastoncino. Scopo del pastoncino è integrare correttamente la dieta degli animali, fornendo loro quanto non presente nel misto di semi secchi. In particolare dovremo fornire proteine (amminoacidi), vitamine, sali minerali e "probiotici", ovvero tutte quelle sostanze quali ad esempio lieviti,… ecc. che aiutano a regolare la digestione e supportano il sistema immunitario. Esistono infiniti tipi di pastoncino in commercio, ma proprio per le differenze nutrizionali richieste nei vari periodi annuali preferisco da un po' di tempo preparmelo in casa, utilizzando pan di spagna fresco preparato utilizzando molte uova, pane secco, integratori vari quali lievito di birra, spirulina, polline e propoli. Dal momento che è facile fornire le vitamine nell'acqua da bere utilizzo quest'ultima via di somministrazione, utilizzando un integratore vitaminico completo.
Come ulteriore integrazione, quando il tempo (anche quello meteorologico!) me lo consente, rendo disponibili ai miei animali vari tipi di erbe prative, tra cui il
centocchio, il tarassaco, la borsa di pastore, l'erba camelina ed il senecio che preferisco alla frutta e alla verdura.Coltivo inoltre un cospicuo numero di semi del misto, in particolare panico, scagliola, miglio, sorgo, grano saraceno, cardi, che somministro nella tarda primavera - inizio estate allo stato lattiginoso.
In alternativa alle erbe prative è possibile fornire
frutta e verdura, che (in particolare la frutta) hanno lo svantaggio di deteriorarsi rapidamente, e andrebbero sostituite o eliminate nell'arco di qualche ora, con grande dispendio di tempo che non tutti possono disporre.
Per quanto riguarda l'
acqua da somministrare agli uccelli bisogna fare attenzione a somministrare quella 'del rubinetto', che spesso è piuttosto basica (pH superiore a 8, il limite di legge mi pare sia 8,4 e quasi tutti gli acquedotti tendono ad avvicinarsi a tale valore per creare un ambiente ostile ai batteri) e contiene inoltre pesanti quantità di cloro e di altri gas. Se si sceglie di comprare un'acqua apposta si dovrà scegliere un'acqua con pH neutro (7) o leggermente acido, altrimenti si può ricorrere all'aggiunta di succo di limone o di una goccia di aceto nell'acqua del rubinetto. L'aggiunta di succo di limone è particolarmente utile nella stagione estiva, evita il formarsi delle muffe nei beverini oltre a fornire un supporto vitaminico. Inutile dire che l'acqua andrebbe cambiata tutti i giorni, anche perché, come tutti gli allevatori sanno, gli inseparabili hanno il maledetto vizio di riempire i beverini con semi, sassolini e tutto ciò che gli capita a portata di becco.
E' possibile inoltre, come già anticipato, fornire agli uccelli vari tipi di integratori, sia vitaminici che minerali mischiati nell'acqua. Ne esistono in commercio molti tipi, bisogna solo assicurarsi nell'atto dell'acquisto che siano "completi" per non creare squilibri alimentari.

Testo: Davide Saracco

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